Mano che tiene correttamente un calice di vino dallo stelo per preservare aroma e temperatura

Non è solo bon ton: perché è importante tenere il calice nel modo giusto!

Quando si parla di vino, spesso si pensa subito a vitigni, annate e abbinamenti. Eppure esiste un dettaglio apparentemente banale che può influenzare davvero l’esperienza di degustazione: il modo in cui si tiene il calice.

Non è una questione di formalità o di etichetta fine a sé stessa. Impugnare correttamente il bicchiere ha effetti concreti sulla temperatura, sui profumi e sulla qualità complessiva del vino nel momento in cui lo si assapora.


Perché la presa del calice è così importante

Tenere il calice nel modo giusto serve a preservare le caratteristiche del vino. In particolare:

  • Mantiene la temperatura ideale: il calore della mano può alterare rapidamente quella del vino, soprattutto per bianchi e spumanti.
  • Protegge i profumi: evitare il contatto con la coppa riduce il rischio di contaminare gli aromi.
  • Migliora la degustazione: una presa corretta facilita anche la rotazione del vino nel bicchiere, fondamentale per ossigenarlo.
  • Garantisce eleganza visiva: sì, anche l’occhio vuole la sua parte.

Le parti del calice da conoscere

Per capire come impugnarlo correttamente, è utile conoscere la struttura del calice:

  • Piede: la base d’appoggio
  • Stelo: la parte sottile che collega base e coppa
  • Coppa: il contenitore del vino
  • Bordo: la parte da cui si beve

La presenza dello stelo non è casuale: serve proprio a evitare il contatto diretto con la coppa.


L’errore più comune da evitare

Il gesto più diffuso – ma anche il meno corretto – è tenere il calice dalla coppa.

Questo comportamento comporta diversi problemi:

  • scalda il vino alterandone le caratteristiche
  • lascia impronte antiestetiche
  • può trasferire odori indesiderati

In breve: compromette sia l’esperienza sensoriale sia l’estetica.


Come tenere correttamente il calice

Esistono diversi modi corretti per impugnare un calice da vino. Ecco i principali:

1. Presa a due dita

Si tiene lo stelo tra pollice e indice.
È la soluzione più elegante e spesso usata nelle degustazioni professionali.

2. Presa a tre dita

Pollice, indice e medio sostengono lo stelo.
Offre maggiore stabilità ed è ideale per chi cerca più sicurezza.

3. Presa dal piede

Si afferra la base del calice con una leggera pinza.
Meno comune, ma perfettamente valida.


Qual è la presa migliore?

La scelta dipende dal contesto:

  • Degustazioni tecniche → meglio la presa a due dita
  • Situazioni informali → anche tre dita vanno benissimo
  • Eventi eleganti → privilegiare leggerezza e precisione

L’importante è non toccare mai la coppa.


E i bicchieri senza stelo?

Nel caso dei bicchieri moderni senza stelo, la regola cambia leggermente:

  • si tengono dalla parte più bassa possibile
  • si evita comunque di avvolgere completamente la coppa

Anche qui l’obiettivo resta lo stesso: non scaldare il vino.


Conclusione

Tenere il calice nel modo corretto non è una regola rigida o snob. È un piccolo accorgimento che può fare una grande differenza.

Adottare la giusta presa significa rispettare il vino, valorizzarne le caratteristiche e migliorare la propria esperienza di degustazione, anche in contesti informali.

La prossima volta che alzi un calice, fai attenzione a questo dettaglio: il vino ti sembrerà diverso.

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