Le seadas sono dischi di pasta fritta ripieni di formaggio fresco e scorza di limone, serviti caldi con miele. Nascono come piatto unico nella Sardegna centrale, non come dolce: il contrasto tra il formaggio filante e salato e il miele arriva dopo, in tavola, non nella ricetta. Oggi si trovano quasi ovunque nell'isola, quasi sempre a fine pasto.
Cosa sono le seadas?
Il nome cambia da zona a zona — seada, sebada, seatta — ma la struttura resta la stessa: un raviolo grande, chiuso, fritto in olio abbondante e servito caldissimo. Il ripieno è formaggio pecorino fresco, appena stagionato, che in cottura deve sciogliersi e filare senza uscire dai bordi. Il miele arriva a crudo, sopra, quando il dolce è ancora caldo.
Ingredienti per 4 persone (8 seadas)
Per la pasta
- 500 g di semola di grano duro rimacinata
- 3 cucchiai di strutto (o olio extravergine di oliva)
- Circa 1 bicchiere di acqua tiepida — la quantità esatta dipende dalla semola
- Un pizzico di sale
Per il ripieno
- 400 g di pecorino fresco — stagionatura di 3-4 giorni, non di più
- 20 g di semola rimacinata
- Scorza grattugiata di 1-2 limoni
- 100 g di acqua
- Sale
- Olio extravergine di oliva, abbondante, per friggere
Come si preparano, passo per passo
1. L'impasto
Mescola la semola con lo strutto e il sale, aggiungi l'acqua tiepida poco alla volta finché l'impasto non diventa liscio e sodo. Copri e lascia riposare 30 minuti.
2. Il ripieno
Taglia il pecorino a pezzi e sciogli a fuoco basso in un tegame con l'acqua. Aggiungi la scorza di limone e il sale, poi incorpora la semola non appena l'acqua è evaporata. Lascia raffreddare completamente — un ripieno tiepido si ammorbidisce e in frittura esce dai bordi. Una volta freddo, taglialo in dischi di 6-7 cm.
3. La chiusura
Stendi la pasta a 3 mm e ricava dischi da 10-12 cm. Metti un disco di formaggio al centro, coprilo con un secondo disco di pasta, sigilla bene i bordi e rifinisci con una rotella dentellata.
4. La frittura
Olio abbondante e ben caldo. Friggi le seadas versando l'olio con un cucchiaio sulla parte superiore, senza girarle: devono gonfiarsi e dorarsi restando intatte. Scolale, tamponale appena e servile subito, calde, con il miele versato sopra.
Con quale miele si servono le seadas?
La tradizione sarda indica il miele di corbezzolo o di castagno — mieli decisi, non troppo dolci, che reggono il confronto con il formaggio salato e la frittura. Nella nostra linea il miele di cardo nasce apposta per questo: è uno degli usi che indichiamo in etichetta, insieme al pane carasau e all'anatra. È un miele ambrato, floreale e fruttato, con un retrogusto lievemente astringente che non si perde sotto il calore del dolce appena fritto.
Se cerchi qualcosa di più estremo, il miele di corbezzolo è la scelta tradizionale più diffusa: amaro, persistente, divide chi lo assaggia la prima volta. Li abbiamo messi a confronto con tutti gli altri nella guida ai mieli di Villasimius.
Che vino si abbina alle seadas?
Un dolce fritto, salato e coperto di miele chiede un vino con acidità per pulire il palato e struttura per non sparire sotto la dolcezza. Il nostro C'Alma — Vermentino e Nuragus macerati 20-25 giorni sulle bucce, poi 5-6 mesi in botte — ha entrambe le cose: sapidità che taglia il fritto, e note di albicocca secca e spezie che non stonano accanto al miele. Servilo leggermente più fresco del solito, intorno ai 12-14°C.
Domande frequenti
Le seadas sono un dolce o un secondo piatto?
Nascono come piatto unico della cucina pastorale sarda, non come dolce. Oggi si servono quasi sempre a fine pasto, ma la ricetta — formaggio, non zucchero, nell'impasto — resta quella di un piatto salato addolcito solo dal miele finale.
Che formaggio si usa per il ripieno?
Pecorino fresco, stagionato pochi giorni. Deve essere abbastanza giovane da sciogliersi e filare in cottura: un pecorino troppo stagionato non lega e il ripieno esce dai bordi.
Perché si friggono invece di cuocerle al forno?
La frittura è quello che dà la crosta croccante fuori e il formaggio filante dentro nello stesso momento. Al forno la pasta si asciuga prima che il formaggio dentro arrivi a sciogliersi bene.
Si possono preparare in anticipo?
Sì, fino alla chiusura: si dispongono su un vassoio infarinato senza farle toccare e si congelano. Si friggono direttamente da congelate, con qualche minuto in più di cottura.
Con quale miele si mangiano tradizionalmente le seadas?
Miele di corbezzolo o di castagno, secondo la tradizione sarda: mieli con carattere, non troppo dolci. Nella nostra produzione il miele di cardo è indicato apposta per le seadas.
Che vino abbinare alle seadas?
Serve un vino con acidità e struttura: un orange wine come il nostro C'Alma funziona per la sapidità che pulisce il fritto e le note speziate che accompagnano il miele.
Un piatto che nasce salato e finisce dolce solo grazie a un cucchiaio di miele versato all'ultimo. Non serve altro.
Salude e trigu — Colline del Vento


