Malvasia di Bosa: il vino sardo che rischia di sparire

La Malvasia di Bosa è un vino bianco sardo DOC dal 1972, prodotto in Planargia, tra la valle del Temo e il Montiferru, nel nord-ovest dell'isola. Il vitigno è la Malvasia di Sardegna, richiesto per almeno il 95% dal disciplinare, e il risultato può andare dal secco al passito: un ventaglio di stili raro in Italia sotto un'unica denominazione. È uno dei vini sardi meno conosciuti fuori dall'isola, e anche dentro l'isola la produzione è ridotta a poche aziende storiche.

Da dove viene il nome Malvasia?

L'ipotesi più accreditata porta a Monemvasia, una città fortificata sulla costa del Peloponneso. Nel Duecento i mercanti veneziani la conquistarono e portarono le viti prima a Creta, poi in Veneto — dove il nome si trasformò in "Malvasia". A Venezia restano ancora una Calle della Malvasia e un ponte con lo stesso nome. Da lì il vitigno si diffuse nel Mediterraneo, Sardegna compresa, seguendo le rotte commerciali.

A Bosa il legame con la vite è arrivato fino ai merletti: il tralcio con i grappoli è un motivo ricorrente nei centrini fatti a mano in città.

Dove si produce?

La zona di produzione è la Planargia, tra la valle del fiume Temo e il Montiferru, a cavallo tra le province di Oristano e Nuoro. È un'area piccola, lontana dalle rotte del turismo enologico sardo più battute — Villasimius e il sud-est sono dall'altra parte dell'isola.

Che tipi di Malvasia di Bosa esistono?

Il disciplinare ne prevede diversi, distinti soprattutto dal residuo zuccherino e dal grado alcolico minimo:

  • Secco — senza zuccheri residui percepibili, il meno diffuso.
  • Abboccato e amabile — leggermente dolci, gradi crescenti di zucchero residuo.
  • Dolce — minimo 15% vol., di cui almeno 13% svolto.
  • Passito — da uve appassite in pianta o su graticci in cantina, sempre in modo naturale, mai forzato. Minimo 16% vol., di cui almeno 14% svolto.
  • Liquoroso — fortificato, minimo 17,5% vol.
  • Riserva — minimo 15,5% vol., con almeno 24 mesi di invecchiamento, di cui 12 in botti di legno.
  • Spumante — l'unica versione con resa più alta in vigna, 80 quintali per ettaro contro i 60 delle altre tipologie.

Che sapore ha la Malvasia di Bosa?

Colore che va dal giallo paglierino al dorato intenso, più carico nelle versioni passite e riserva. Il profumo è marcatamente aromatico — è una caratteristica della famiglia delle Malvasie, non solo di questa denominazione. In bocca il ventaglio va dal secco al dolce a seconda della tipologia, spesso con una nota di mandorla nella Riserva, dove l'invecchiamento in legno aggiunge complessità.

Con cosa si abbina?

Le versioni secche funzionano su formaggi stagionati e piatti di mare strutturati. Le versioni dolci, amabili e il passito sono da dessert: dolci di mandorla e — come succede anche con la Vernaccia di Oristano liquorosa, di cui abbiamo scritto in questo articolo — con le seadas.

Perché se ne parla così poco?

Per la stessa ragione della Vernaccia di Oristano e di altri vitigni sardi minori come il Nuragus: sono vini che chiedono tempo — appassimento, invecchiamento in legno, gradazioni alte — in un mercato che per decenni ha premiato i bianchi giovani e pronti da bere. La superficie vitata a Malvasia in Planargia si è ridotta molto rispetto al secolo scorso, e oggi resistono poche aziende storiche della zona di Bosa.

Tutte le denominazioni sarde, comprese le più piccole come questa, sono raccolte nella nostra guida alle DOC della Sardegna.

Noi non la produciamo — ma il principio ci somiglia

Siamo a Villasimius, dall'altra parte dell'isola, e lavoriamo Vermentino, Cannonau e Nuragus — non la Malvasia. Ma il nostro C'Alma nasce dallo stesso istinto: lasciare che il tempo e il contatto con le bucce facciano un lavoro che l'acciaio e la fretta non fanno. 20-25 giorni di macerazione, poi 5-6 mesi in botte di rovere, un vino ambrato con note di albicocca secca e spezie. Non assomiglia alla Malvasia di Bosa e non vuole sostituirla. Ma se un vino "difficile" e fuori standard ti incuriosisce, è la porta da cui entrare in casa nostra — e qui spieghiamo come funzionano gli orange wine.

Domande frequenti

La Malvasia di Bosa è un vino dolce?

Dipende dalla tipologia. Il disciplinare prevede versioni secche, abboccate, amabili, dolci, passite e liquorose: la Malvasia di Bosa è una delle denominazioni sarde con più varianti sotto lo stesso nome.

Malvasia di Bosa e Malvasia di Sardegna sono la stessa cosa?

Il vitigno è lo stesso, Malvasia di Sardegna, richiesto per almeno il 95% nel disciplinare. "Malvasia di Bosa" è la denominazione geografica: si produce solo in Planargia, tra la valle del Temo e il Montiferru.

Quanto invecchia la Riserva?

Almeno 24 mesi, di cui minimo 12 in botti di legno. Il grado alcolico minimo è 15,5% vol.

Da dove viene il nome "Malvasia"?

L'ipotesi più diffusa lo fa risalire a Monemvasia, città del Peloponneso, da cui i mercanti veneziani avrebbero portato le viti in Veneto nel Duecento e poi, attraverso le rotte commerciali, in tutto il Mediterraneo.

Come si fa il passito di Malvasia di Bosa?

Le uve appassiscono in modo naturale, in pianta o su graticci in cantina — mai con metodi forzati. Il disciplinare fissa il minimo alcolico a 16% vol., di cui almeno 14% svolto.

Si trova facilmente in enoteca?

No. È una produzione di nicchia, concentrata in poche aziende della zona di Bosa. Fuori dalla Sardegna è raro trovarla anche nelle enoteche specializzate in vini italiani.

Ci sono vini che sopravvivono perché il mercato li vuole. Altri, come questo, sopravvivono perché qualcuno continua a farli lo stesso.

Salude e trigu — Colline del Vento

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