Vernaccia di Oristano: il vino sardo che non somiglia a niente

La Vernaccia di Oristano è un vino bianco sardo che invecchia sotto un velo di lieviti vivi, in botti lasciate scolme, e arriva nel bicchiere ambrato, secco e con un finale di mandorla amara. Non somiglia a nessun altro bianco italiano: il parente più vicino è lo Sherry andaluso. Si produce nella valle del Tirso, in provincia di Oristano, con l'omonimo vitigno Vernaccia — che non ha niente a che vedere con la Vernaccia di San Gimignano né con quella di Serrapetrona.

Perché la Vernaccia di Oristano è così diversa dagli altri bianchi?

Per una ragione tecnica precisa: il vino non viene protetto dall'ossigeno. Viene esposto.

Nella quasi totalità dei bianchi si fa l'opposto. Si riempie la botte fino all'orlo, si rabbocca, si tiene lontana l'aria. Qui no. La botte — di castagno o di rovere — si lascia scolma, con un vuoto sopra il vino. In quel vuoto si forma spontaneamente un velo di lieviti che i produttori chiamano flor. Galleggia sulla superficie, consuma ossigeno e alcol, e rilascia composti che danno alla Vernaccia il suo profilo: mandorla amara, noce, crosta di pane, zafferano.

È lo stesso principio del fino di Jerez e del vin jaune del Jura. Con una differenza: la Vernaccia di Oristano nella sua versione base non è fortificata. I 15 gradi minimi previsti dal disciplinare li raggiunge da sola, in vigna.

Dove nasce

La zona di produzione è la piana alluvionale del Tirso, intorno a Oristano. Terreni sabbiosi, poveri, che i sardi chiamano gregori. Le cantine storiche non sono climatizzate: le botti stanno in locali che d'estate si scaldano parecchio, e quell'escursione fa parte del processo. Non è un dettaglio folkloristico, è una scelta produttiva.

Che sapore ha la Vernaccia di Oristano?

  • Colore: da dorato carico ad ambrato, con l'età vira sul topazio.
  • Naso: mandorla amara, noce, fiori secchi, una nota che ricorda il pane appena sfornato.
  • Bocca: secca, salina, con un'acidità che tiene su tutto il resto. Il finale è lungo e amaricante.
  • Alcol: il disciplinare fissa il minimo a 15% vol per la versione base.

Chi la assaggia per la prima volta aspettandosi un bianco fresco resta spiazzato. Non è un vino da aperitivo veloce. Va bevuto piano, in bicchieri piccoli, possibilmente con qualcosa da mangiare.

Quanto deve invecchiare?

Il disciplinare prevede tempi lunghi in legno:

  • Vernaccia di Oristano DOC: almeno 29 mesi di invecchiamento.
  • Superiore: almeno 36 mesi e 15,5% vol.
  • Riserva: almeno 48 mesi.

Esistono anche le versioni liquoroso (secco e dolce), fortificate, che seguono regole proprie.

Con cosa si beve la Vernaccia di Oristano?

La sapidità e la nota amaricante chiedono cibi salati, grassi o stagionati. In Sardegna la si trova quasi sempre su tre cose:

  • Bottarga di muggine: il classico. Se vuoi capire come funziona quell'abbinamento, ne abbiamo scritto in questa guida alla bottarga.
  • Formaggi stagionati ed erborinati: pecorino sardo maturo, casizolu, gorgonzola.
  • Mandorle tostate e frutta secca: la versione più semplice, e forse la migliore.

Le versioni dolci e liquorose vanno invece sulle seadas e sui dolci di mandorla.

A che temperatura si serve?

Fra 12 e 14 °C. Sotto i 10 °C le sensazioni ossidative si chiudono e resta poco. Sopra i 16 °C l'alcol prende il sopravvento. In estate, in Sardegna, questo significa tenerla in frigo e tirarla fuori una decina di minuti prima.

Perché se ne sente parlare così poco?

Perché la superficie coltivata si è ridotta molto nella seconda metà del Novecento. La Vernaccia richiede anni di magazzino prima di poter essere venduta, occupa botti, immobilizza capitale. Negli anni in cui il mercato chiedeva bianchi freschi e pronti, quasi nessuno aveva interesse a farla. Oggi resistono poche aziende, alcune con bottiglie di trent'anni fa ancora in cantina.

La Vernaccia di Oristano fa parte delle DOC sarde: è una delle denominazioni storiche dell'isola.

Noi non la produciamo — ma capiamo perché piace

A Villasimius siamo dall'altra parte dell'isola e lavoriamo altri vitigni. Però un punto di contatto c'è: anche il nostro C'Alma, orange wine da uve Vermentino e Nuragus, nasce da un contatto lungo — 20-25 giorni di macerazione sulle bucce in acciaio, poi 5-6 mesi in botti di rovere. Colore ambrato, struttura, un finale che porta spezie. Non è una Vernaccia e non ci prova. Ma se ti piacciono i bianchi che hanno colore e peso, è la strada da cui partire — e qui spieghiamo come funzionano gli orange wine.

Domande frequenti

La Vernaccia di Oristano è un vino dolce?

No, nella versione base è secca. Esistono anche versioni amabili, dolci e liquorose, ma la Vernaccia di Oristano DOC classica è un bianco secco da almeno 15% vol.

Che differenza c'è con la Vernaccia di San Gimignano?

Solo il nome. Sono due vitigni diversi, due regioni diverse, due vini diversi. "Vernaccia" nel Medioevo indicava genericamente un vino locale, e il termine è rimasto attaccato a uve che non hanno parentela tra loro.

Quanto si conserva una bottiglia di Vernaccia di Oristano?

Molto a lungo. Essendo già evoluta sotto flor, è un vino resistente all'ossigeno: bottiglie di decenni fa sono ancora bevibili. Anche una volta aperta regge diversi giorni, molto più di un bianco normale.

La Vernaccia di Oristano è come lo Sherry?

Il meccanismo dell'invecchiamento sotto velo di lieviti è lo stesso del fino di Jerez. La differenza principale è che la Vernaccia base non viene fortificata con alcol aggiunto: la gradazione la raggiunge naturalmente.

In che bicchiere si serve?

In un calice piccolo e non troppo aperto, riempito poco: bastano due dita. Temperatura 12-14 °C.

Dove si compra la Vernaccia di Oristano?

Nelle enoteche specializzate in vini sardi e direttamente dai produttori dell'Oristanese. Non è un vino da supermercato: le bottiglie in circolazione sono poche.

C'è un modo di fare vino che accetta il tempo invece di combatterlo. La Vernaccia di Oristano è il caso più estremo che conosciamo in Sardegna — e vale la pena berne almeno un bicchiere nella vita.

Salude e trigu — Colline del Vento

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