Come leggere l'etichetta di un vino: guida punto per punto

Per leggere l'etichetta di un vino bisogna cercare otto informazioni obbligatorie: categoria e denominazione, gradazione alcolica, volume, chi ha imbottigliato, paese di origine, lotto, allergeni (solfiti) e, dal 2023, energia e ingredienti. Tutto il resto — annata, vitigno, "Riserva", nome di fantasia — è facoltativo e dice cosa il produttore ha scelto di raccontare.

Cosa è obbligatorio scrivere sull'etichetta di un vino?

Le regole sono europee e valgono per ogni bottiglia venduta in Italia. Dentro ci sono:

  • Categoria e denominazione — "Vino", "Vino spumante", e se c'è, DOC, DOCG o IGT.
  • Gradazione alcolica — in % vol. È ammessa una tolleranza di 0,5 punti in più o in meno.
  • Volume — 750 ml per la bottiglia standard.
  • Imbottigliatore — nome e comune di chi ha imbottigliato, con la dicitura "imbottigliato da" o "imbottigliato all'origine".
  • Paese di origine — per esempio "Prodotto in Italia".
  • Lotto — una sigla, di solito preceduta da una L, che permette di risalire al giorno di imbottigliamento.
  • Allergeni — "contiene solfiti" oltre i 10 mg per litro.
  • Energia e ingredienti — dall'8 dicembre 2023 l'energia (kcal) va stampata sull'etichetta; ingredienti e tabella nutrizionale possono stare dietro un QR code.

Cosa significano DOC, DOCG e IGT?

Sono i livelli della denominazione di origine. DOC e DOCG indicano che l'uva viene da una zona precisa e che il vino segue un disciplinare: vitigni ammessi, rese per ettaro, tempi di affinamento. La G finale aggiunge la garanzia, con assaggio e analisi su ogni lotto. IGT è una categoria più larga: l'area è più grande e le regole lasciano più libertà.

Tre esempi dalle nostre bottiglie. L'Entu è un Vermentino di Sardegna DOC. Il Brennas è un Cannonau di Sardegna DOC. Il C'Alma, Vermentino e Nuragus macerati sulle bucce, è un IGT: più libertà di blend, quindi nessun vincolo di disciplinare sul taglio. Quali denominazioni esistono in Sardegna lo trovi nella guida alle DOC della Sardegna.

Come si legge la gradazione alcolica?

È il numero seguito da "% vol.", di solito vicino al volume. Il Brennas riporta 14% vol.: significa che 100 ml di vino contengono 14 ml di alcol puro. Un Cannonau maturo in un'annata calda arriva facilmente a quel valore. Un bianco da aperitivo sta più spesso tra 11,5 e 13.

Cosa significa "contiene solfiti"?

I solfiti si formano in piccola quantità durante la fermentazione e molti produttori ne aggiungono per proteggere il vino. Se superano i 10 mg per litro, la dicitura è obbligatoria, anche quando non ne è stato aggiunto nessuno. "Senza solfiti aggiunti" — come per il Brennas — vuol dire che il produttore non li ha aggiunti. Non vuol dire zero solfiti nella bottiglia. Se ti interessa il tema c'è un approfondimento nella pagina sulla viticoltura biologica.

Annata, vitigno, Riserva: cosa si può scrivere e quando?

Sono indicazioni facoltative, ma regolate. L'annata si può scrivere se almeno l'85% delle uve è di quella vendemmia. Lo stesso vale per il vitigno: va dichiarato solo se rappresenta almeno l'85% del vino. "Riserva", "Superiore" e "Classico" hanno invece un significato preciso solo dentro il disciplinare della singola denominazione: cambia da DOC a DOC.

Come riconosco un vino biologico in etichetta?

Cerca tre elementi insieme: il logo europeo con la foglia fatta di stelle, il codice dell'ente di certificazione e l'indicazione dell'origine delle uve ("Agricoltura UE" o "non UE"). Una scritta come "naturale" o "artigianale" non è regolata: chiunque può usarla.

Cosa non vuol dire niente in etichetta?

Alcune parole non hanno una definizione di legge: "selezione", "riserva del produttore" fuori da una DOC, "vecchie vigne", "artigianale". Non sono false per forza. Ma non sono una garanzia, e vanno lette come racconto del produttore, non come dato. Per la temperatura a cui servire ciò che hai trovato in bottiglia, c'è la guida alle temperature di servizio.

Domande frequenti

Cosa deve essere scritto per legge sull'etichetta di un vino?

Categoria e denominazione, gradazione alcolica, volume, imbottigliatore, paese di origine, lotto, allergeni come i solfiti, e dall'8 dicembre 2023 energia e ingredienti (questi ultimi anche tramite QR code).

Che differenza c'è tra DOC, DOCG e IGT?

DOC e DOCG indicano una zona precisa e un disciplinare di produzione; la DOCG aggiunge controlli su ogni lotto. L'IGT copre un'area più ampia, con regole meno stringenti su vitigni e rese.

Cosa significa "imbottigliato all'origine"?

Che il vino è stato imbottigliato dal produttore stesso o in una cantina della zona di produzione, e non portato altrove. Dice dove, non dice come.

L'annata in etichetta è obbligatoria?

No. Se c'è, almeno l'85% delle uve deve venire da quella vendemmia.

"Senza solfiti aggiunti" significa che il vino non contiene solfiti?

No. Una piccola quantità si forma da sola durante la fermentazione. L'etichetta dice solo che il produttore non ne ha aggiunti. Se il totale supera 10 mg per litro, deve comunque comparire "contiene solfiti".

A cosa serve il numero di lotto?

Permette di risalire al giorno e alla partita di imbottigliamento, e quindi di richiamare le bottiglie in caso di problemi.

Un'etichetta non dice se il vino è buono. Dice da dove viene, chi l'ha fatto e cosa c'è dentro. Il resto si scopre stappando.

Salude e trigu — Colline del Vento

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